Thomas Moran Fantastic Landscape
 

 

 

 

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copyright - Roberto Mangosi  

Ogni mattina si ripete la stessa storia. Gallo Giovanni, ben parcheggiato sulla staccionata verde, canta stonato il risveglio generale nella fredda rugiada primaverile.

Il campanile bussa ad ogni porta salutando il buon Dio con gioiosi rintocchi, per un‘umanità ancora legata, nel soffice incanto di un sogno ormai alla fine.

Un raggio di luce percorre lesto, nelle persiane ancora chiuse, la distanza utile per colorare la stanza. Dal lato del cortile, un giovane gatto sospira stanco nel ricordo soave della notte passata in compagnia di una complice luna.

Un rullo di tamburo echeggia improvviso… <<Questa è la guerra, la guerra!>> Dalla scatola imballata giù in dispensa, una vecchia bustina di Tè ammuffita si era lasciata sfuggire, con voce tonante, la minacciosa frase.

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Dal frigorifero la risposta fu immediata. Un cartone di latte intero replicò indignato sostenuto a gran voce da Rotolo, pacchetto di burro d’alta qualità: <<Chi osa, chi osa!>>

Le incomprensioni tra Latte e Tè erano storia antica. Il Tè, ricco di misture dai soffici profumi e dai delicati aromi, era ben cosciente d’essere di nobile provenienza. Si mormorava che ci fosse in famiglia addirittura un Lord Inglese. Il latte, dal canto suo, sapeva d’essere un alimento ricco con grandi estimatori in tutto il mondo, ma la genealogia era di certo proletaria. Non per niente amava spesso ripetere: <<Di cosa si nutrono tutti i cuccioli del mondo, se non di buon latte?>>

I motivi della guerra erano semplici. Una mattina, per una banale distrazione, una goccia di latte era scivolata con profondo sdegno della stessa nella fumante tazza di un Tè in agguato.
<<Un vero atto terroristico>> era stata l’immediata replica del portavoce del Tè, tale Zucchero, un tipo che andava in verità un po’ con tutti.

<<Un involontario incidente.>> Era stata la versione della incauta goccia di latte. L’episodio fu accantonato in fretta senza farne per forza un incidente diplomatico. Finché, un bel giorno, l’affronto si ripeté. Ben due gocce di latte finirono nell’involontario Tè sottostante. Lo scandalo ormai era inevitabile, la diatriba aperta.
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Torta Margherita si schiarì la voce cercando di non far notare che ultimamente era un po’ ingrassata e disse severa: <<Sono giorni che assisto alle discussioni: il Latte è meglio del Tè, il Tè è meglio del Latte, senza mai una fine.>>
Torta Margherita, da vera massaia, sapeva ben impastare le sue maglie e continuò dicendo: <<Latte e Tè, è ora di finirla; la nostra è una comunità democratica e civile, vi propongo una soluzione alternativa: una tavola rotonda dove discutere sulla controversia in atto presieduta da una giuria imparziale e popolarmente eletta.>>
Torta Margherita si assestò un poco la panna e attese con fiducia la risposta.

Il Latte oppose subito una mozione di sfiducia dichiarando che la tavola rotonda era da farsi esclusivamente all’interno del frigorifero, su una porzione di Parmigiano: motivi di sicurezza, precisò. Il Tè bollì il suo stupore e con spirito di pacificazione accettò la proposta incaricando il delegato Tè Freddo alla difficile mediazione. Il tempo passò in fretta senza incidenti e il grande giorno arrivò. Il servizio d’ordine fu affidato alla pasta: massicce cordate di spaghetti tenevano lontani i curiosi, mentre il dibattito nella parte più interna del frigorifero era già nel vivo della discussione.

<<La parola al delegato Tè Freddo!>> esclamò Giudice Salame, un vero maiale d’essere, sempre unto e grasso ma buono con il pane.
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<<Colleghi e stimatissimi delegati; siamo qui per decidere se è giusto che il Latte sia versato nel Tè.>> Tè Freddo, con gesto da vero commediante, volse lo sguardo al cielo ed esclamò: <<Potremmo forse noi mischiare il sacro con il profano?>>

Dal fondo del frigo una scatoletta di tonno ebbe un guizzo: le parole di Tè Freddo colpivano nel segno. Tè Freddo continuò nell’arringa… <<Potremmo forse immaginare il Tè, bevanda ricca di storia, capace di stuzzicare i palati più fini e i nasi più sensibili, come un prodotto mischiabile con del popolare e grossolano latte?>>
Un forte brusio arrivò da un gruppo di Caprini ordinatamente seduti nello spazio riservato ai formaggi.
<<Ordine, ordine in aula!>> giudice Salame non ammetteva disordini nella sua aula.

<<Il Tè è una bevanda tradizionalista, democratica e dagli alti valori morali.>> Tè Freddo sapeva ben esercitare il suo mestiere, <<Io chiedo che questa giuria dichiari l’assoluta illogicità di mischiare il Latte, alimento proletario, con il Tè, simbolo della più nobile aristocrazia.>>
La giuria popolare, composta principalmente da verdure e insalate varie, seguiva il dibattito con rara attenzione. Tè Freddo si asciugò la fronte carica di microscopiche gocce di condensa e con passo autarchico si mise al lato della sala: il suo intervento era concluso.

 

<<La parola al delegato Latte>> disse Giudice Salame, laconico. Un cartoccio di Latte Intero percorse l’aula ancheggiando da un lato all’altro, con fare civettuolo, facendo ben vedere, scritti sul retro, il certificato di qualità e la data di scadenza.

Latte Intero esordì nel più classico dei modi: <<Vostra salamosa eccellenza, stimati colleghi, il Latte è universalmente riconosciuto come un alimento completo, indispensabile per la crescita, ricco di tradizione e storia. Dalla notte dei tempi, il latte è stato il principale ingrediente nella produzione d’alimenti genuini tradizionalmente contadini. Mi sarebbe fin troppo semplice avvalermi di simili argomenti per volgere il giudizio in nostro favore. Preferisco, invece, chiamare un testimone al di sopra delle parti.>>
Nell’aula il silenzio si tramutò in ghiaccio: la tensione era alle stelle.
<<Chiamo a deporre Messere Limone!>>

Nel giro di pochi secondi l’espressione di stupore generale, coinvolse l’intera forma di Parmigiano, per non dire tutto il frigorifero. Questo era un vero colpo da maestro! Tè Freddo, dal lato dell’aula, ebbe una smorfia irritata ma restò in silenzio. Messere Limone, filosofo e statista di rare qualità, era universalmente riconosciuto per l’intelligenza schietta e inacidita da un carattere fin troppo esplosivo.

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<<Amici miei>> disse Messere Limone con un lieve movimento dello spicchio destro. <<Siamo qui riuniti per dettare delle regole tra il Latte e il Tè. Ho ascoltato con attenzione le arringhe dei due rappresentanti, senza per altro trovare argomentazioni decisive.>>

Messere Limone con fare inflessibile continuò: <<La storia insegna che ogni cibo, se ben mischiato e con gusto preparato, rende la mano del cuoco strumento magico di tanti prelibati manicaretti. La povera patata e il contadino Pollo diventano un esclusivo: Pollo e Patate fritte alla Riccardo II. Le insalate tutte volando sul racconto di una favola, diventano: Insalate Fantasia. E Che ne dite di un’ottima: Mousse Au Chocolat aux Noissettes et au Whiskey?>> (Messere Limone ogni tanto alzava un po’ il gomito…). <<E per finire, voi tutti ben sapete, che non disdegno all’occasione un buon Tè al Limone.>>

Lattina di Coca Cola, ben attenta ma troppo calorica e sensibile per resistere, protestò platealmente con sonore pernacchie gassose. Yogurt alla frutta, con mossa fulminea, si avventò verso Messere limone tentando di colpirlo con una scarica di fermenti lattici vivi senza conservanti. Fu fermato appena in tempo dal servizio d'ordine. La situazione stava per sfuggire di mano.

<<Signori! Signori! Calma! Ho faccio sgombrare l'aula!>> Giudice Salame estrasse tutta la sua grassosità cercando di dar maggior incisione alle parole dette. Nulla. L'aula era scatenata. Insulti d'ogni genere scivolavano veloci tra cubetti di ghiaccio impassibili e marmellate arrossite. La frutta riposta al piano terra rotolò rapidamente verso il tribunale cercando di proteggere Messere Limone.
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In quel preciso istante, come spesso enigmaticamente capitava, la porta del frigorifero ebbe un sussulto. Tutti si bloccarono. Giudice Salame si accasciò senza far rumore sul tagliere di legno, mentre ogni alimento in ordine sparso rientrò al proprio posto.

Dalla porta socchiusa, nel fascio di luce così creato, una giovane mano colse tra le dita Ricotta, formaggio fresco dalla pasta morbida, che dallo spavento quasi s'inacidì. Un rapido sussulto e lo sportello del frigo si richiuse con un sinistro cigolio. Dall'interno però si udì chiaramente una voce urlare. <<Ehi Signore, cosa stai facendo?! Non ti prendere Ricotta!>>

 

Piccola mano, pescata di sorpresa, con un tremito lasciò cadere Ricotta, che prontamente si sparse sul pavimento. Rumore di passi spediti, un sobbalzo e il silenzio tornò sovrano.
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La voce impastata di una salsiccia affumicata proclamò con la voce che gli tremava: <<Amici miei, Ricotta non è più tra noi.>>
Giudice Salame fu il primo che si mosse tra gli occhi attoniti di ogni membro del frigorifero. Un lungo istante di silenzio sorvolò ogni molecola presente, ma, si sa, la vita deve continuare. Il processo fu subito ripreso: la giustizia non poteva fermarsi.

<<Giurati tutti>> disse Giudice Salame, <<Vi aspetta il compito più importante; giudicare con inflessibile imparzialità le arringhe delle parti opposte: Cartoccio di Latte e Tè freddo. Una raccomandazione, signori Giurati: non fatevi influenzare dalle vicende occorse. Siamo tutti molto addolorati per la prematura scomparsa di Ricotta, benemerito concittadino della nostra comunità, ma come ben sapete la data di scadenza era sul finire, il suo destino già segnato.>>

Il tempo trascorse in fretta. Tè freddo parlottava nervosamente con la parte più nobile di un prosciutto di Parma, mentre Cartoccio di Latte cercava di consolare Mozzarella, amica in scadenza di Ricotta. All'interno della sala dei giurati il dibattito era animatissimo. Tutte le verdure erano divise da un unico dubbio: <<Il latte può convivere con il Tè?>>
Da un lato le parole di Cartoccio di Latte e di Messere Limone erano ben chiare come, d'altro canto, anche Tè Freddo non aveva tutti i torti. Come risolvere la questione? Quale era la risposta giusta? Il tempo passava inesorabile e alla fine il verdetto fu pronto. Tutti i giurati rientrarono nell'aula del tribunale.

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<<Signori Giurati>> disse solenne Giudice Salame <<Avete voi raggiunto una sentenza?>>
<<Sì, vostra Salamità!>>
Dissero con voce univoca.
Il portavoce Lattuga consegnò prontamente nelle mani di Giudice Salame, la sentenza, scritta su un foglio di pasta fresca.

 

 

 

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<<Stimati colleghi, Signori voi tutti, valutata con attenzione ogni parola detta, visti gli articoli di procedura della nostra costituzione e dopo 7 ore di congelatore, abbiamo raggiunto il seguente verdetto frutto di una semplice valutazione.

Nella penombra del luogo in cui viviamo è impossibile distinguere le sfumature d'ogni composizione alimentare. Ne sentiamo gli aromi, in certi casi gli odori… (una leggera allusione verso Taleggio Stagionato, noto per il suo odoroso aspetto, fu inevitabile). La mano del Signore, allorché sorge ad impugnare la vita spalancando un poco la porta del paradiso, fa che la luce, infiltrandosi nel nostro mondo, illumini ogni cosa. Ogni aroma e odore sorge dall'infinito vestendosi di tutte le sfumature del mondo.

Tè freddo si tinge del colore del sole. Cartoccio di Latte sfuma nel vaporoso riverbero d'un ruscello di montagna. Il nero diventa grigio, il bianco sfiora il rosa, il giallo s'innamora del rosso. S'intuisce che sono le differenti sfumature che ci rendono visibili al mondo intero e tutti figli della stessa luce. Per questo decidiamo che il Latte possa essere mischiato al Tè, come la vita si mischia nell'arcobaleno di colori.>>

 

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L'intero frigorifero restò ammutolito, non una parola fu versata nel commento di così saggia sentenza. E da quel giorno, ogni volta che nel frigorifero giunge la luce, l'arcobaleno dell'alleanza tra il latte e il Tè brilla per alcuni secondi, ricordando la nobiltà e la parità dei diritti, di tutte le sfumature del mondo.


 

 

(dedicata alle sfumature di tutto il mondo)

 

 

 

 
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