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Ogni
mattina si ripete la stessa storia. Gallo
Giovanni, ben parcheggiato sulla staccionata
verde, canta stonato il risveglio generale
nella fredda rugiada primaverile.
Il campanile bussa ad ogni porta salutando
il buon Dio con gioiosi rintocchi, per un‘umanità
ancora legata, nel soffice incanto di un sogno
ormai alla fine.
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Un
raggio di luce percorre lesto, nelle persiane
ancora chiuse, la distanza utile per colorare
la stanza. Dal lato del cortile, un giovane
gatto sospira stanco nel ricordo soave della
notte passata in compagnia di una complice
luna.
Un
rullo di tamburo echeggia improvviso…
<<Questa è la guerra, la
guerra!>> Dalla scatola imballata
giù in dispensa, una vecchia bustina
di Tè ammuffita si era lasciata sfuggire,
con voce tonante, la minacciosa frase.
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Dal
frigorifero la risposta fu immediata. Un cartone
di latte intero replicò indignato sostenuto
a gran voce da Rotolo, pacchetto di burro d’alta
qualità: <<Chi osa, chi osa!>>
Le incomprensioni tra Latte e Tè erano
storia antica. Il Tè, ricco di misture
dai soffici profumi e dai delicati aromi, era
ben cosciente d’essere di nobile provenienza.
Si mormorava che ci fosse in famiglia addirittura
un Lord Inglese. Il latte, dal canto suo, sapeva
d’essere un alimento ricco con grandi
estimatori in tutto il mondo, ma la genealogia
era di certo proletaria. Non per niente amava
spesso ripetere: <<Di cosa si nutrono
tutti i cuccioli del mondo, se non di buon latte?>> |
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I
motivi della guerra erano semplici. Una mattina,
per una banale distrazione, una goccia di latte
era scivolata con profondo sdegno della stessa
nella fumante tazza di un Tè in agguato.
<<Un vero atto terroristico>> era stata l’immediata replica del portavoce
del Tè, tale Zucchero, un tipo che andava
in verità un po’ con tutti.
<<Un involontario incidente.>> Era stata la versione della incauta goccia di
latte. L’episodio fu accantonato in fretta
senza farne per forza un incidente diplomatico.
Finché, un bel giorno, l’affronto
si ripeté. Ben due gocce di latte finirono
nell’involontario Tè sottostante.
Lo scandalo ormai era inevitabile, la diatriba
aperta. |
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Torta
Margherita si schiarì la voce cercando
di non far notare che ultimamente era un po’
ingrassata e disse severa: <<Sono
giorni che assisto alle discussioni: il Latte
è meglio del Tè, il Tè
è meglio del Latte, senza mai una fine.>>
Torta Margherita, da vera massaia, sapeva ben
impastare le sue maglie e continuò dicendo: <<Latte e Tè, è ora
di finirla; la nostra è una comunità
democratica e civile, vi propongo una soluzione
alternativa: una tavola rotonda dove discutere
sulla controversia in atto presieduta da una
giuria imparziale e popolarmente eletta.>>
Torta Margherita si assestò un poco la
panna e attese con fiducia la risposta. |
Il Latte oppose subito una mozione di sfiducia dichiarando
che la tavola rotonda era da farsi esclusivamente
all’interno del frigorifero, su una porzione
di Parmigiano: motivi di sicurezza, precisò.
Il Tè bollì il suo stupore e con spirito
di pacificazione accettò la proposta incaricando
il delegato Tè Freddo alla difficile mediazione.
Il tempo passò in fretta senza incidenti e
il grande giorno arrivò. Il servizio d’ordine
fu affidato alla pasta: massicce cordate di spaghetti
tenevano lontani i curiosi, mentre il dibattito nella
parte più interna del frigorifero era già
nel vivo della discussione.
<<La
parola al delegato Tè Freddo!>> esclamò Giudice Salame, un vero maiale
d’essere, sempre unto e grasso ma buono
con il pane.
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<<Colleghi
e stimatissimi delegati; siamo qui per decidere
se è giusto che il Latte sia versato
nel Tè.>> Tè Freddo,
con gesto da vero commediante, volse lo sguardo
al cielo ed esclamò: <<Potremmo
forse noi mischiare il sacro con il profano?>>
Dal fondo del frigo una scatoletta di tonno
ebbe un guizzo: le parole di Tè Freddo
colpivano nel segno. Tè Freddo continuò
nell’arringa… <<Potremmo
forse immaginare il Tè, bevanda ricca
di storia, capace di stuzzicare i palati più
fini e i nasi più sensibili, come un
prodotto mischiabile con del popolare e grossolano
latte?>>
Un forte brusio arrivò da un gruppo di
Caprini ordinatamente seduti nello spazio riservato
ai formaggi.
<<Ordine, ordine in aula!>>
giudice Salame non ammetteva disordini nella
sua aula.
<<Il Tè è una bevanda
tradizionalista, democratica e dagli alti valori
morali.>> Tè Freddo sapeva
ben esercitare il suo mestiere, <<Io
chiedo che questa giuria dichiari l’assoluta
illogicità di mischiare il Latte, alimento
proletario, con il Tè, simbolo della
più nobile aristocrazia.>>
La giuria popolare, composta principalmente
da verdure e insalate varie, seguiva il dibattito
con rara attenzione. Tè Freddo si asciugò
la fronte carica di microscopiche gocce di condensa
e con passo autarchico si mise al lato della
sala: il suo intervento era concluso. |
<<La
parola al delegato Latte>> disse
Giudice Salame, laconico. Un cartoccio di
Latte Intero percorse l’aula ancheggiando
da un lato all’altro, con fare civettuolo,
facendo ben vedere, scritti sul retro, il
certificato di qualità e la data di
scadenza.
Latte Intero esordì nel più
classico dei modi: <<Vostra salamosa
eccellenza, stimati colleghi, il Latte è
universalmente riconosciuto come un alimento
completo, indispensabile per la crescita,
ricco di tradizione e storia. Dalla notte
dei tempi, il latte è stato il principale
ingrediente nella produzione d’alimenti
genuini tradizionalmente contadini. Mi sarebbe
fin troppo semplice avvalermi di simili argomenti
per volgere il giudizio in nostro favore.
Preferisco, invece, chiamare un testimone
al di sopra delle parti.>>
Nell’aula il silenzio si tramutò
in ghiaccio: la tensione era alle stelle.
<<Chiamo a deporre Messere Limone!>>
Nel giro di pochi secondi l’espressione
di stupore generale, coinvolse l’intera
forma di Parmigiano, per non dire tutto il
frigorifero. Questo era un vero colpo da maestro!
Tè Freddo, dal lato dell’aula,
ebbe una smorfia irritata ma restò
in silenzio. Messere Limone, filosofo e statista
di rare qualità, era universalmente
riconosciuto per l’intelligenza schietta
e inacidita da un carattere fin troppo esplosivo.
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<<Amici
miei>> disse Messere Limone con un
lieve movimento dello spicchio destro. <<Siamo
qui riuniti per dettare delle regole tra il
Latte e il Tè. Ho ascoltato con attenzione
le arringhe dei due rappresentanti, senza per
altro trovare argomentazioni decisive.>>
Messere Limone con fare inflessibile continuò: <<La storia insegna che ogni cibo,
se ben mischiato e con gusto preparato, rende
la mano del cuoco strumento magico di tanti
prelibati manicaretti. La povera patata e il
contadino Pollo diventano un esclusivo: Pollo
e Patate fritte alla Riccardo II. Le insalate
tutte volando sul racconto di una favola, diventano:
Insalate Fantasia. E Che ne dite di un’ottima:
Mousse Au Chocolat aux Noissettes et au Whiskey?>> (Messere Limone ogni tanto alzava un po’
il gomito…). <<E per finire,
voi tutti ben sapete, che non disdegno all’occasione
un buon Tè al Limone.>> |
Lattina
di Coca Cola, ben attenta ma troppo calorica
e sensibile per resistere, protestò platealmente
con sonore pernacchie gassose. Yogurt alla frutta,
con mossa fulminea, si avventò verso
Messere limone tentando di colpirlo con una
scarica di fermenti lattici vivi senza conservanti.
Fu fermato appena in tempo dal servizio d'ordine.
La situazione stava per sfuggire di mano.
<<Signori! Signori! Calma! Ho faccio
sgombrare l'aula!>> Giudice Salame
estrasse tutta la sua grassosità cercando
di dar maggior incisione alle parole dette.
Nulla. L'aula era scatenata. Insulti d'ogni
genere scivolavano veloci tra cubetti di ghiaccio
impassibili e marmellate arrossite. La frutta
riposta al piano terra rotolò rapidamente
verso il tribunale cercando di proteggere Messere
Limone. |
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In
quel preciso istante, come spesso enigmaticamente
capitava, la porta del frigorifero ebbe un sussulto.
Tutti si bloccarono. Giudice Salame si accasciò
senza far rumore sul tagliere di legno, mentre
ogni alimento in ordine sparso rientrò
al proprio posto.
Dalla porta socchiusa, nel
fascio di luce così creato, una giovane
mano colse tra le dita Ricotta, formaggio fresco
dalla pasta morbida, che dallo spavento quasi
s'inacidì. Un rapido sussulto e lo sportello
del frigo si richiuse con un sinistro cigolio.
Dall'interno però si udì chiaramente
una voce urlare. <<Ehi Signore, cosa
stai facendo?! Non ti prendere Ricotta!>> |
Piccola
mano, pescata di sorpresa, con un tremito lasciò
cadere Ricotta, che prontamente si sparse sul
pavimento. Rumore di passi spediti, un sobbalzo
e il silenzio tornò sovrano. |
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La
voce impastata di una salsiccia affumicata proclamò
con la voce che gli tremava: <<Amici
miei, Ricotta non è più tra noi.>>
Giudice Salame fu il primo che si mosse tra
gli occhi attoniti di ogni membro del frigorifero.
Un lungo istante di silenzio sorvolò
ogni molecola presente, ma, si sa, la vita deve
continuare. Il processo fu subito ripreso: la
giustizia non poteva fermarsi.
<<Giurati tutti>> disse
Giudice Salame, <<Vi aspetta il compito
più importante; giudicare con inflessibile
imparzialità le arringhe delle parti
opposte: Cartoccio di Latte e Tè freddo.
Una raccomandazione, signori Giurati: non fatevi
influenzare dalle vicende occorse. Siamo tutti
molto addolorati per la prematura scomparsa
di Ricotta, benemerito concittadino della nostra
comunità, ma come ben sapete la data
di scadenza era sul finire, il suo destino già
segnato.>>
Il tempo trascorse in fretta. Tè freddo
parlottava nervosamente con la parte più
nobile di un prosciutto di Parma, mentre Cartoccio
di Latte cercava di consolare Mozzarella, amica
in scadenza di Ricotta. All'interno della sala
dei giurati il dibattito era animatissimo. Tutte
le verdure erano divise da un unico dubbio: <<Il latte può convivere con
il Tè?>>
Da un lato le parole di Cartoccio di Latte e
di Messere Limone erano ben chiare come, d'altro
canto, anche Tè Freddo non aveva tutti
i torti. Come risolvere la questione? Quale
era la risposta giusta? Il tempo passava inesorabile
e alla fine il verdetto fu pronto. Tutti i giurati
rientrarono nell'aula del tribunale. |
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<<Signori
Giurati>> disse solenne Giudice Salame
<<Avete voi raggiunto una sentenza?>>
<<Sì, vostra Salamità!>> Dissero con voce univoca.
Il
portavoce Lattuga consegnò prontamente
nelle mani di Giudice Salame, la sentenza, scritta
su un foglio di pasta fresca.
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<<Stimati
colleghi, Signori voi tutti, valutata con attenzione
ogni parola detta, visti gli articoli di procedura
della nostra costituzione e dopo 7 ore di congelatore,
abbiamo raggiunto il seguente verdetto frutto
di una semplice valutazione.
Nella penombra
del luogo in cui viviamo è impossibile
distinguere le sfumature d'ogni composizione
alimentare. Ne sentiamo gli aromi, in certi
casi gli odori… (una leggera allusione
verso Taleggio Stagionato, noto per il suo odoroso
aspetto, fu inevitabile). La mano del Signore,
allorché sorge ad impugnare la vita spalancando
un poco la porta del paradiso, fa che la luce,
infiltrandosi nel nostro mondo, illumini ogni
cosa. Ogni aroma e odore sorge dall'infinito
vestendosi di tutte le sfumature del mondo.
Tè freddo si tinge del colore del sole.
Cartoccio di Latte sfuma nel vaporoso riverbero
d'un ruscello di montagna. Il nero diventa grigio,
il bianco sfiora il rosa, il giallo s'innamora
del rosso. S'intuisce che sono le differenti
sfumature che ci rendono visibili al mondo intero
e tutti figli della stessa luce. Per questo
decidiamo che il Latte possa essere mischiato
al Tè, come la vita si mischia nell'arcobaleno
di colori.>>
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L'intero frigorifero restò ammutolito, non
una parola fu versata nel commento di così
saggia sentenza. E da quel giorno, ogni volta che
nel frigorifero giunge la luce, l'arcobaleno dell'alleanza
tra il latte e il Tè brilla per alcuni secondi,
ricordando la nobiltà e la parità dei
diritti, di tutte le sfumature del mondo.
(dedicata
alle
sfumature di tutto il mondo)
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