A un vecchio crocefisso


 

O buon Gesù, che invecchi sulla croce,

scendi, ripiglia la tua veste bianca;

vedi l'umanità, che a te la stanca

mano distende e stanca alza la voce:

Il morto capo sgombra dall'incenso

in cui ti celi all'occhio dei meschini;

dalle valli, dai monti e dai confini

ultimi ascolta un singhiozzar immenso.

Scendi dal legno e le stecchite braccia

sciogli, a stringere il mondo un'altra volta,

la tua greggia, o pastor, che va disciolta,

teneramente al cor stringi ed allaccia.

Non vedi il nembo presso all'orizzonte

già grave d'odio annuvolar la terra?

Dall'odio seminato urla la guerra

e volge sangue della vita il fonte.

Indarno il lento cantico di pace

mandano i sacerdoti alla tua croce,

ché rauca e fatta al cherico la voce

e ignoto il libro tuo nel tempio tace.

Regna avarizia dei potenti in cuore

famelica, e di lacrime si pasce:

onde mal nasce e invidia già chi nasce

il sonno a quel che affaticato muore.

Scendi; ritorna nella veste bianca

o del pietoso Amar biondo profeta!

Anche una volta l'aspre voglie accheta,

sfamaci, o Padre, poi che il pan ci manca.

Sull'orme tue risorgeran gli ulivi

e stilleran dalle tue man gli unguenti

dietro al profeta torneran le genti,

recando in braccio i pargoli giulivi,

vieni nel tuo splendor mite, siccome

il dì che andasti placido sul mare;

il popol vieni, amico, a consolare,

che mal si segna nel tuo santo nome.


 



Poesia di DE MARCHI EMILIO (1851-1901)

 

 

 

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