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Morte
(per la versione "sensoriale" premi qui)
Scrivere
della morte è come voler fondere
in poche lettere disordinate l'intero genio umano...
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Tocco la pelle; nella sfera ardente l'anima zampilla.
Un giorno singolare trascorre dall'alto del cielo,
nell'istante esatto in cui il pensiero
si pone alla sponda degl'inferi.
La sottile tentazione del confronto
si accende nel braccare l'esistenza,
chimerica caccia alla volpe
dove chi perde muore dilaniato dai cani della coscienza.
Sento il fiato vibrare dentro all'esperienza che mi compone,
rivedo e di memorie mi congedo.
Di rara bellezza ti hanno tracciata,
oppure da satana ti sei camuffata;
un volto dalle superfici levigate
dove l'anima si specchia riflettendo la paura.
Al tramonto di un vecchio giorno compari
alle mie spoglie con un sassolino bianco fra le mani
e sussurrando ti poni al confine estremo,
dove il sole si incarna e nella terra si estingue.
Mordo con rabbia la paura serrando
tra le dita il regalo avuto;
leggo quello che si compone:
un nome nuovo per rinascere, il nulla per morire.
("Sassolino
bianco..." cercate la risposta nella bibbia)
Stefano Pastori
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