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Il
sole, sbirciando impetuoso dall'alto del cielo,
risvegliò ogni respiro in terra seminando lucciole
nel mondo intero.
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Gocce
di rugiada, scivolando
dai rami delle piante più alte, ballarono raggianti
rincorrendo ombre tra i giochi di luce.
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Nella
parte più celata della crosta terrestre,
dove
il sole stentava ad arrivare, un giovane bruco poltriva
e sognava. |
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Traspariva
sfumature multicolori miscelando
desideri e passioni, dove bianche nuvole si incipriavano
il naso, mentre astuti lampi celavano tuoni terrificanti. |
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Un
raggio di luce, il
più intraprendente, strisciando attraverso una crepa del terreno
sfiorò
il piccolo bruco che nel risveglio sbadigliò.
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Bruco volse il pensiero al sole nel
buon giorno del mattino, mentre già presagiva
un
fremito sulla pelle.
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Nel cielo una
nuvola di moscerini si
radunò in fretta per osservare di quale magia
si
stesse recitando. |
Bruco
non si impressionò: assestò
il vestito, colse l'espressione più seria
di cui era capace, e
timidamente mosse un
passo di danza roteando
un poco.
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D'incanto,
ad
ogni giravolta, il fragile strato di pelle di cui
era ricoperto si staccò mostrando
al
di sotto un'impalpabile
e luccicante stola
di seta. |
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Prima
si materializzò una pupilla finemente
intarsiata
sull'ala sinistra, poi su quella destra un mosaico
multicolore, ed infine fu avvolto di magia
nella
polvere più impalpabile che ci sia.
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Bruco si guardò con soddisfazione, mosse
con grazia le sue nuove ali, strizzò l'occhio
al buon Dio che
dal cielo l'ammirava e
sorridendo orgoglioso volò via, la più bella
farfalla che ci sia.
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