Quadro
di Nadina Spaggiari Ascari |
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Dal
sapore del mare nel sale evaporato, un delfino
scostando
melodico il velluto tra le onde,
venne
al sole curioso a
porre un quesito.
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Scherzoso
estrasse
dai fluidi la pinna dorsale e in uno squalo si volle
trasformare. Minaccioso scorreva sbiancando divertito
onde increspate al vento che oscillando scapparono
impaurite.
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Al
primo slancio, quando il cielo si mischiò riflesso,
l'argento della sua pelle tradì il segreto
e
il mare si quietò.
<<Mio
piccolo delfino,>> disse
il sole, <<cosa
vuoi sapere che io ti sappia dire?>>
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Il
delfino, fattosi serio,
abbassò
la pinna e fischiando un poco pronunciò: <<Luminescente
sole vorrei avere ben chiaro in mente perché nel profondo
del mare,
dove la luce non giunge, non si possa creare un sole
che brillando rischiari ogni angolo rendendo il fondo
un cielo illuminato.>>
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Il
sole, un poco perplesso, folgorò un istante e infine
enunciò sorridendo:
<<Giovane delfino, i raggi
del sole che viaggiano in cielo,
quando
incontrano il mare, se osservi bene trasformano l'abisso
in uno scrigno colmo
di gioielli. |
Di stelle seminano la sabbia, di rossi coralli le
rocce e di scintillanti meduse le
correnti marine.
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Dove lo scrigno si fa più cupo e
la luce non arriva, lì, di nascosto sfumano
sogni colorati che di bolla in bolla trasformano ogni
cosa.
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Il
delfino muta in una vezzosa sirena, le stelle marine
in sfavillanti tizzoni ardenti
e
le scintillanti meduse in
vagabonde comete. Ogni sogno trova il sole
rendendo
il mare ricco d'amore.>>
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Un
guizzo...e in cielo eccitato il
delfino salutò il sole...
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...calandosi
veloce nell'abisso
più profondo.
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Si
avvolse nello scrigno da ogni lato, socchiuse gli occhi,
e addormentandosi felice sognò del sole il raggio colorato illuminando
a giorno l'intero
creato.
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Favola di Stefano Pastori - Disegni di Stefania Gandini
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