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profondo rosso


(Cronaca di un omicidio)



Di quella notte in particolare si raccolse la traccia in due rosse gocce d'odio. L'ombra in verticale segnava l'ora proiettando riflessa il luccicante contratto giallo di paura.

Sulla cima del corridoio di scatto in scatto, il ferro, mosse l'ingranaggio della vita scoprendo l'uscio sull'ingresso della morte. Nè polvere nè luce si intromisero tra un passo e l'altro; i folti capelli profumarono l'ambiente scorrendo di lato.

Dalla strada
ossute smentite rumoreggiarono battendo tra i tacchi la via del ritorno. Nel respiro il sogno scorreva
trascinando a valle l'immobilità del tempo. Al lato sul comodino, fiocchi del passato sorridevano abbracciati al legno.

La mano stringeva l'aria nel riflesso condizionato di un presagio annunciato; nell'uomo, disteso sul letto, il rosso scorreva. Sinuosa e affilata la lama imboccò spavalda il penetrante messaggio tra la pelle avvolta di bianco cotone. Rabbia mista all'odio irruppe dall'alto cascando tra i folti capelli sulle membra assopite.

Rosse gocce di sangue proiettarono l'impronta ribaltando lo scorrere dei fluidi fino alla cima del soffitto. La morte afferrò per mano la lama cogliendo a passo di valzer l'anima in affanno; nel soffio dell'ultimo respiro la musica cessò.

L'uscio sbattè d'ira sull'immagine che fulminea scomparve nel nulla trascinando nell'alba due rosse gocce di rugiada.

 





Racconto di Stefano Pastori


profondo rosso
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