Di
quella notte in particolare si
raccolse la traccia in due rosse gocce d'odio. L'ombra
in verticale segnava l'ora proiettando riflessa il
luccicante contratto giallo di paura.
Sulla
cima del
corridoio di scatto in scatto, il ferro, mosse l'ingranaggio
della vita scoprendo l'uscio sull'ingresso della morte.
Nè
polvere nè luce si
intromisero tra un passo e l'altro; i folti capelli
profumarono l'ambiente scorrendo di lato.
Dalla strada ossute
smentite rumoreggiarono battendo
tra i tacchi la via del ritorno. Nel
respiro il sogno scorreva
trascinando
a valle l'immobilità del tempo. Al
lato sul comodino, fiocchi
del passato sorridevano abbracciati al legno.
La
mano stringeva
l'aria nel
riflesso condizionato di un presagio annunciato; nell'uomo,
disteso sul letto, il
rosso scorreva. Sinuosa
e affilata la
lama imboccò
spavalda il penetrante messaggio tra la pelle avvolta
di bianco cotone.
Rabbia mista all'odio irruppe
dall'alto cascando tra i folti capelli sulle membra
assopite.
Rosse
gocce di sangue proiettarono
l'impronta
ribaltando lo scorrere dei fluidi fino alla cima del
soffitto.
La
morte afferrò
per mano la lama cogliendo a passo di valzer l'anima
in affanno; nel soffio dell'ultimo respiro la
musica cessò.
L'uscio
sbattè d'ira sull'immagine
che fulminea scomparve
nel nulla trascinando nell'alba due rosse gocce di
rugiada.