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L'uomo
Ombra
(per la versione "sensoriale" premi qui)
Eternamente pari nel dispari degli anni,
l'attesa si accese vaporizzata nella fiamma.
Nel lento risalire
l'onda nera ribolliva
riscaldando l'aroma in due gocce di caffè.
L'infuso,
abbracciato alla ceramica,
scivolò assaporato tra le papille gustative.
Dal residuo sul fondo,
al termine della tazzina,
lentamente un'ombra si modellò.
Gocce di vapore danzarono ritmando il passo;
l'aratro scorreva delineandone la forma.
Sul viso la polvere si soffermò
scolpendo dalle mani il solco della terra.
Spugnando raggi colorati nel grigio liquame,
un sottile strato di pelle
si avvolse del mortale aspetto.
L'uomo Ombra,
gorgogliando di bolla in bolla,
sollevò lo sguardo fissandomi di lato.
Fu un attimo:
nel sorprendere l'emozione
lasciai che un violento impatto
stampasse una ragnatela tra ceramica e pavimento.
L'uomo Ombra,
più sbalordito di me,
sospinto dalla nera onda rotolò lontano
perdendo ad ogni passo una goccia di libertà.
(l'uomo
ombra rappresenta la nostra anima imprigionata in un castello
di falsità)
"...l'aratro
scorreva delineandone..." l'uomo ombra prende forma.
"...un
violento impatto stampasse..." la tazzina del caffè
cade a terra.
..."rotolò
lontano..." l'uomo ombra si sparge sul pavimento.
Stefano Pastori
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