| Archetto
celestiale
(per la versione "sensoriale" premi qui)
Nere battute incisero lo spartito
tracciando il solco musicale.
L'archetto celestiale,
stretto in mano,
fremeva al sorgere di un Sol bemolle
per poi incendiarsi nel Si riflesso.
Con gli occhi socchiusi mi lasciai rapire dall'emozione.
Immaginai l'albero della vita piegarsi al vento
al solo accenno di una melodica canzone.
Odorai il profumo del fieno saturare l'aria
vibrando di una cadenza estiva.
Mi infiammai osservando l'intrecciarsi di due note
che, senza vergogna alcuna,
amavano dell'armonia il tocco più sensuale.
Ma quando un Do vocale
cantò il giudizio universale
un brivido percosse la mia pelle.
La passione esplose tempestando di folgori
la pergamena musicale.
Scorrendo a valle, il fiume delle note
sentenziò l'accordo finale,
e nel silenzio che ne seguì
mi beai di un sorriso celestiale.
Stefano Pastori
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