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Giulio Picelli
nasce a Padova il 31 Gennaio 1934. Di lui Luciano Budigna
scrive:
"predominano nella sua produzione temi fondati sulla
fantasia, sul sogno, sulla memoria. Una piccola galleria di
figure indicative del mistero, della sacralità e della
dissacrazione, che i trionfi della civiltà tecnocratica
e consumistica non hanno certo espugnato dal sublime contesto
dell'anima umana, un coacervo di poveri oggetti in disuso
magicamente evocati dal limbo delle soffitte e delle cantine
in una luce pulviscolare di "reverie": ecco il repertorio
prediletto della pittura di Picelli, i prestiti, le "occasioni"
più felici del suo impulso creativo."

Recensioni:
Catalogo
Pittura Europea Contemporanea; La Revue Moderne; Annuario
Artisti visivi; Archivio Storico Degli Artisti; Ed. I.E.D.A.;
La valigia Diplomatica; Il Pungolo Verde; Il Quadrato; Mercato
della Pittura Contemporanea; Annuario Comanducci; Catalogo
Nazionale Bolaffi; Informazione Arte; Panarte; Il Subbio;
Il Miliardo; Parlaimoci; Artecultura; Bresciaoggi; La Gazzetta
di Mantova; l'Eco di Bergamo; Il Mattino di Verona; La Stampa;
La Gazzetta del Mezzogiorno; Il Resto del Carlino; Il Giorno;
Il Gazzettino; Il Secolo XIX.
Hanno
scritto di lui:
L. Budigna, D. Villani, L. Lazzari, A. Peracchio, M. Monteverdi,
I. Pessina, V. Castelli, M. Pistono, P. Rossi, E. Vigorelli,
B. Rosa, A. Mistrangelo, M. Tinazzi, V. Bottino, M. Corgnati,
J. Pierre Jouvet, Daniela Ruggi, Pier Luigi Senna.
Sue
opere si trovano in collezioni private di: Argentina, Australia,
Canadà, Cina, Francia, Germania, Giappone, Inghiterrra,
Israele, Spagna e Stati Uniti.
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