L'universo
dentro
Un’immensa
distesa di polvere cosmica immersa nel buio primordiale,
all’improvviso una luce illumina con il suo bagliore
l'universo e la prima stella va a formarsi. Si
innesta un processo a cascata e lentamente, in un tempo
che la mente umana non riesce a concepire, nascono le galassie,
i pianeti, le stelle, la materia e l’antimateria.
Ogni
oggetto presente nella nostra vita è un composto
di atomi, tutti derivati dal giorno “zero” dell’universo.
L’acqua che beviamo, stando molto attenti a che sia
pura, è vecchia di miliardi di anni ed ha viaggiato
attraverso l’infinito per giungere fino a noi.
Quando ci soffermiamo a ragionare con logica terrena concetti
così impalpabili ci accorgiamo quando sia grande
il progetto di vita in cui siamo stati proiettati. Talmente
gigantesco che ci troviamo ad affrontare la domanda di tutte
le domande: chi siamo.
Filosofi, intellettuali, laici, credenti, poeti, tutto il
genere umano ha cercato la risposta senza trovare altro
che un mistero infinito come è infinito l’universo
da cui deriviamo. I nostri occhi vedono fino ad una certa
distanza, il nostro udito avverte il rumore del silenzio,
ma non lo sbattere d’ali di un moscerino. La nostra
mente viaggia fino a raggiungere la barriera dell’inconscio
per poi perdersi nei sogni e nel facile gioco delle congetture.
Tutte le volte che volgiamo lo sguardo verso le stelle ci
sentiamo pervasi da una sensazione divina, penetrante che
ci fa alzare la mano verso l’alto nella speranza di
poterle sfiorare con un dito. Ad ogni astro abbiniamo un
nome, una sigla per poterlo catalogare, ad ogni costellazione
un segno zodiacale per giocare con il nostro futuro, ad
ogni pianeta un colore perché nell’azzurro
del nostro mondo sia riconoscibile il pianeta della vita.
Siamo così piccoli di fronte a tutto questo che solo
attraverso la presa di coscienza, lo studio, l’esplorazione
ci sentiamo più sicuri. Come dei bambini che scoprono
che il buio non fa così tanta paura quando ne conosci
il contenuto.
Cercare la risposta “scientifica” della vita
nell’universo e come cercare ad occhi chiusi, un ago
nel pagliaio. Tentare spiegazioni filosofiche, scavando
nel profondo della logica umana, assicura la mortalità
delle proprie idee “immortali”.
La risposta al “quesito dei quesiti” (chi siamo)
ancora non la conosco, eppure so che un giorno la verità
mi comparirà davanti nella sua disarmante semplicità…ma,
come ogni essere pensante, non mi tiro indietro e disattento
cado nel formulare una filosofia immortale con il subdolo
fine di provocare nel lettore un rigurgito di verità…
Il nostro corpo è composto della stessa materia
primordiale che ha dato origine all’universo e al
suo interno è scritta per interno la formula della
genesi. Per averne coscienza basta non porsi limiti e il
nostro cervello si espanderà in quell’infinito
di cui tutti facciamo parte avvertendo ogni singolo atomo
alla base della sua esistenza. Raggiunto questo risultato,
tutto il resto ci sembrerà un soffio di vento e percepire
lo sbattere d’ali di un moscerino, sarà un
gioco da ragazzi. Il primo passo verso la verità
è prendere coscienza di se stessi, il secondo è
Dio, il terzo è continuare a vivere.