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Musica
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Nella sala il silenzio regna sovrano, solo un colpo di tosse

e qualche brusio rompe l’incantesimo d’oro e velluto.

Tempo indefinito,

il direttore d’orchestra si posiziona

e con fare severo volteggia lo sguardo.

Un’ombra di nero vestita con passo sicuro entra nella sala,

al suo fianco si intravede un violino e un archetto.

L’incantesimo inizia...

Un’occhiata d’intesa, pochi attimi

e la musica si propaga in ogni direzione.

Chiudo gli occhi

aspirando profondamente l’aria carica di suoni.


Prima nero poi luce in fondo alla mente:

freme la pelle, vibra il violino, frigge il cervello.



Le mani del direttore danzano senza tregua

disegnando creature immaginarie;

il suono si fa triste, angosciante, l’immagine si materializza.


Colore nero: una bambina che gioca,

sorride, mentre con lo sguardo terso mi osserva.



Al suo fianco sento odore di povertà,

la morte ne riflette il volto laddove il cielo

si specchia nella solitudine di un mondo dimenticato da Dio.

Allungo la mano e ne accarezzo il viso.

Dita agili sfiorano le corde

donando alla musica un suono dolce e penetrante,

l’immagine si nasconde liberandomi, sento...


Colore rosso: un palloncino vola verso di me,

ogni colore un desiderio.


La pelle morbida al contatto dona sensazioni infinite,

la musica balla nell’aria correndo con il ritmo del respiro.

Il desiderio si impossessa del piacere:

accarezzo il seno sfiorando i capezzoli che al contatto sbocciano,

nella mente sensazione di vita, di latte materno.

Scorre la mano alla ricerca di forme proibite,

mentre sogno l’arcobaleno.


La musica penetra fino in fondo: freme la pelle,

vibra il violino, frigge il cervello.



Assaporo la passione, l’orgasmo sale dal profondo del cuore,

alzo lo sguardo e fisso negli occhi l’amore che provo.

Colore Blu: momento infinito di passione e paura

l’amore scivola via per non tornare più.

La musica cambia aspetto, il concerto sta finendo,

apro gli occhi e mi accorgo di una bambina paffuta

che mi osserva divertita, allungo la mano

e ne accarezzo il viso...

 

 


(Seduto in platea ad un meraviglio concerto di musica classica...immaginario)






Stefano Pastori

 

 

 

 

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