tobia ed elvira

 

 

 

 

 

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TOBIA e ELVIRA

 

C'era una volta... Ebbene sì, c'era una volta una rana di nome Tobia. Una rana giovane e forte, di un bel colore smeraldo, con due occhioni sempre umidi e sinceri. Viveva al margine dello stagno, al lato della fattoria. Era nata lì prima piccolo girino, poi ranocchietta ed infine ranocchia. Aveva molte amicizie, ma nascondeva nel cuore una passione segreta: era profondamente innamorato. Il suo era considerato un amore impossibile.

Al centro dello stagno, dove l'erba si faceva più alta, viveva Elvira la lumaca. Umida al tatto e con due timide antennine che le sormontavano il capo, Elvira era una giovane lumachina colma di vita. In compagnia di Tobia girava per lo stagno cercando un po’ d'intimità. Tobia saltava lentamente in avanti ed Elvira scivolava sul terreno cercando di stargli dietro. Erano una strana coppia.

Elvira sfiorava l'aria con le antenne cercando di definirne la forma, mentre Tobia gracidava surrurando poetiche melodie d'amore. Così le giornate passavano serene e Tobia ed Elvira vivevano assieme il loro amore impossibile. Un giorno d'estate, una notizia sconvolgente irruppe nella comunità delle rane: alla fattoria degli uomini, a fianco dello stagno, uno sfarzoso banchetto era in programma. Per soddisfare i palati più fini, il cuoco aveva deciso di cucinare una pietanza a base di rane e lumache.

La notizia arrivava da fonte sicura: Guglielmo, il topo che viveva all'interno della fattoria, era un amico fidato. La rana più saggia dell'intero stagno, e primo ministro della comunità, parlò al popolo delle rane gracidando dall'alto di un cumulo di terra: "Cittadini e cittadine: alla fattoria degli uomini hanno deciso di offrire un sontuoso banchetto. Per degnamente sfamare gli invitati serviranno come piatto principale, rane e lumache." Un'incauta mosca volò vicino al primo ministro distraendolo per un attimo nella lettura del proclama.

Ripreso il controllo della situazione, il primo ministro gonfiò le sue guance e urlò con forza: "Raccogliete ogni energia che avete in corpo e allontanatevi dallo stagno! Per chi resta la morte è certa!"

Ci fu un boato; il popolo delle rane e delle lumache preso dal panico si precipitò verso il bosco cercando di porsi in salvo. Tobia restò immobile come impietrito.. Elvira era troppo lenta e lontana per sfuggire al tragico destino, pensò. Con una rapida serie di balzi, Tobia si diresse verso il centro dello stagno (Da lontano si udivano rumori di passi...).

Con tutta la forza che aveva in corpo si mise a saltare verso l'amata Elvira; il cuore presto gli arrivò in gola. Giunto al centro dello stagno, la realtà si materializzò di fronte a lui nel peggiore incubo che un cuore di rana potesse immaginare.

Elvira, insieme con altre rane e lumache, era stata catturata dal cuoco della fattoria e schiacciata all'interno di un grande sacco. Tobia si rese subito conto che quella era la fine per la sua amata Elvira. Restava una sola cosa da fare: con un salto da vero campione, Tobia si catapultò all'interno del sacco.

Ora erano di nuovo uniti. Elvira toccò con le antenne Tobia provocando un fremito d'allegria all'umida pelle. Il suo Tobia si stava sacrificando per un atto d'amore. Pochi istanti ancora, un tenero sfiorarsi e la vita di Elvira e Tobia finì per sempre in un piatto prelibato.

Questa è la storia d'amore di Tobia ed Elvira, la rana e la lumaca che vivevano nel piccolo stagno a fianco della fattoria.



Favola di Stefano Pastori


 
Tobia ed Elvira
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