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Vecchia
Signora
(per la versione "sensoriale" premi qui)
La
grande signora riposa riflessa tra cielo e acqua.
Ogni finestra raccoglie un cuore, istanti di un passato
che dal tempo porta lontani ricordi.
La pioggia scivola sulle tegole cercando la via più
breve;
ogni goccia un viaggio infinito.
Rosso sul petto, di pochi grammi vestito,
un pettirosso mi osserva divertito
sulla chioma ormai spoglia dell’albero più alto.
Vento che giochi con i sentimenti
entra nella mia mente e vola più in alto.
Tante scale quanti sono i desideri, fredda pietra ai piedi,
ferro battuto alle mani; scendo verso il paradiso.
Ogni pianta porta un nome di donna,
ogni angolo buio una fotografia del passato.
La grande signora mi osserva in fondo al parco,
cent'anni di storia nascosta in un cuore di pietra.
Villa in stile inglese: fine narratrice.
L’ingresso mi accoglie spalancando alla fantasia
il più tenero abbraccio.
Visione di volti silenziosi nei locali vuoti;
corro nella mente e ne avverto gli odori.
Al centro della sala
un grande camino di pietra scolpita sussurra parole:
cuori infranti, attimi da sogno,
calore disperso su nel soffitto,
fiamme che abbronzano pareti bianche
giocando con le ombre come teneri amanti.
Ascolto la verità nel cuore osservo tante stanze.
Un volto triste dallo sguardo intenso
mi fissa incorniciato.
Grande signora dal ricordo più bello sfumo nel nulla,
mentre nella nebbia corro lontano.
Vecchia signora, di te non resterà più niente
se non nella mia mente.
(La casa
in cui ho vissuto da bambino è simile
a quella riprodotta nel quadro di Roberto Mangosi)
Stefano Pastori
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